29 marzo 2016

Torta Caprese



Ma alla fine chi stabilisce se una ricetta sia perfetta o meno? Tutto comunque si basa su valutazioni personali...adesso ve ne verrete fuori che certe cose sono oggettive, che devono essere così e basta.....mhmmmm...forse si ma francamente penso che sia anche giusto lasciare al giudice di turno libero arbitrio sulle proprie sensazioni, sulle proprie percezioni... anzi, credo che l' essere giudicati, anche in maniera costante, porti solo benefici, in generale. Nel mio campo lasciare mente e orecchie aperte è quasi un dovere, alla fine lavoro per il prossimo ed è lui che devo ascoltare, nel bene ma anche nel male. Quindi la ricetta perfetta forse non esiste o mai esisterà in una proiezione assoluta...sarà perfetta per me ma non per altri; senza presunzione io vi propongo la Torta Caprese che mi ha convinta di più, se poi sarà perfetta sarete voi a giudicarlo. In conclusione quindi, dico no alla ricetta perfetta in generale ma dico si alla ricetta raccontata dalla persona che voi riterrete perfetta! Questa volta io ho scelto Simona, la sua versione certamente senza difetti ma che ho comunque fatto mia sempre per le su dette motivazioni....l' ho provata restando fedele alle sue indicazioni (consigli e indicazioni preziosi), ma poi  testata nuovamente modificandola secondo le mie motivazioni. Ho diminuito la polvere di mandorle per ottenere un composto più morbido e aumentato la dose di cioccolato; in questo modo il risultato finale ha incontrato perfettamente i miei gusti e anche quelli di tutta la famiglia; una Torta Caprese dove il sapore di cioccolato ha prevalso quel tanto che è bastato su quello di mandorla. Adesso la palla la passo a voi e se non sarò riuscita a portarvi dalla mia in quanto a mente e ad orecchie aperte, spero almeno di avervi fatto aprire qualcosa...magari il forno???!?!!??!

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Prima di lasciarvi definitivamente alla vera protagonista di oggi, mi sento di riportare le mie considerazioni elencandole più nello specifico nella speranza che vi siano davvero utili all' atto pratico: 

  1. Realizzare la Torta Caprese evitando di utilizzare uno stampo in Pirex perchè la torta non riuscirà a cuocere bene e quindi non riuscirà a raggiungere la giusta consistenza anche modificando i tempi di cottura: resterà tendenzialmente più cruda e poco compatta.
  2. Utilizzare se possibile stampi in alluminio (quelli da Pastiera per intendersi) imburrati e infarinati; niente carta da forno per quanto mi riguarda dato che la torta tenderà a lessare più che a cuocere.
  3. Rispettare i tempi di cottura (sempre considerando il proprio forno) e attendere che si raffreddi completamente prima di servirla; preparare la Torta caprese il giorno prima sarebbe la condizione ottimale.
  4. Dettaglio importante sarà quello di riuscire ad ottenere una fetta umida, tartufata (come di Simona) e questo dipenderà esclusivamente dalla corretta cottura; quindi praticare sempre la prova stecchino prima di terminare la cottura, se inserito al centro dovrà risultare non asciutto ma umido.

Torta caprese




Preparazione: 10 min.                     Cottura: 35 min.                 Tempo Totale: 45 min.

INGREDIENTi
per uno stampo da 20cm

  • 150 g di polvere di mandorle
  • 150 g di cioccolato fondente di ottima qualità al 70% di cacao
  • 130 g di burro
  • 160g di uova intere a temperatura ambiente (tuorli e albumi separati)
  • 130 g di zucchero semolato
  • la scorza di un'arancia
  • 1 cucchiaio di Rum
  • zucchero a velo q.b.

Procedimento

  • Preriscaldare il forno (statico) portandolo ad una temperatura di 180°C.
  • Imburrare e infarinare lo stampo scelto, lasciare da parte.
  • Sciogliete il cioccolato a bagnomaria insieme al burro, ridurre tutto in piccoli pezzi per accorciare i tempi; ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare intiepidire
  • Separate i tuorli dagli albumi e montare i primi con 90g di zucchero e la scorza di arancia, ottenere un composto gonfio e spumoso, sbattere per 10/15 minuti.
  • Unire il liquore e il cioccolato fuso ormai tiepido.
  • Lavorare con la planetaria per rendere il lavoro più agevole e unire la polvere di mandorle; mescolare bene un composto che risulterà abbastanza consistente ma non troppo asciutto.
  • Montate a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero restante (40g).
  • Unire gli albumi montati al composto al cioccolato, utilizzare una spatola praticando movimenti lenti e che vanno dal basso verso l' alto.
  • Il composto finale non potrà mai essere vellutato e liscio ma sarà comunque gonfio e ben areato. 
  • Versate il tutto nello stampo e infornate a 180° per circa 35 minuti; il tempo sarà comunque indicativo dato che ogni forno avrà i suoi tempi. Trascorsi i 30 minuti verificare la cottura praticando la prova dello stecchino di legno, se inserendolo al centro uscirà umido la cottura sarà avvenuta correttamente.
  • E' utile non superare i tempi di cottura, pena sarà una torta dal cuore asciutto e per niente umido, non si avrà l' effetto tartufato.
  • Sfornare e lasciare intiepidire per un' ora almeno.
  • Con un coltello staccare le pareti della torta dallo stampo e capovolgere su un piatto di portata; lasciare raffreddare completamente.
  • Spolverare con abbondante zucchero a velo e servire. Il giorno successivo la Torta Caprese risulterà ancora più buona e golosa.
  • Conservare per 5 giorni in un luogo fresco e asciutto al riparo da correnti d' aria.



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25 marzo 2016

Tartellette con pasta frolla senza uova e cioccolato fondente di Modica



Quando si menziona la parola "pasta frolla" non posso fare a meno di pensare alla  farina e più nello specifico a quella debole, poco proteica. Ci sono poche regole legate alla lavorazione di questo impasto di base, la prima e forse quella più importante, gira proprio intorno al glutine e ai gesti che noi compiamo per farlo nascere, vivere, per rafforzarlo....più o meno! A questo punto vorrei aprire una parentesi! Non so se sapete che il glutine di per sè non esiste ma esistono due proteine insolubili dal nome glutenina e gliadina; se idratate hanno reazioni ben distinte e sono quelle che hanno un ruolo fondamentale quando si parla di impasti lievitati. La gliadina assorbendo liquidi da vita ad una massa gelatinosa ed estensibile, la glutenina assorbendo liquidi da vita ad una massa elastica e resistente; queste proteine della farina quindi, se idratate e lavorate meccanicamente, vanno a formare la maglia elastica denominata glutine. La prerogativa degli impasti lievitati è quella di divenire elastici, ben incordati. La prerogativa della pasta frolla invece è quella di risultare friabile e quindi priva di elasticità. Allora.....se prima il mio parlare di gesti per rafforzarlo...più o meno, suonava come qualcosa di incomprensibile, adesso, dopo le mie  perle di saggezza, tutto vi apparirà più semplice e chiaro. In conclusione quindi, per una frolla che non abbia rivali, perfetta, friabile e gradevole al palato, dovrete cercare di bagnare il meno possibile una farina che dovrà essere assolutamente debole (W130/150 - 9/11% circa di proteine).



Ho parlato di cose serie come il glutine ma oggi non ci sarà spazio per ricette troppo complicate, il lavoro già mi impegna e non poco e prometto che non terrò tutto nascosto, forse una nuovo grande lievitato sta per prendere il volo....forse però!!! Quando sono a casa ho voglia di semplicità e mai ricetta poteva essere più azzeccata: TARTELLETTE con pasta frolla senza uova e cioccolato fondente di Modica Fiorfiore. Certo che solo io, quasi alla vigilia di Pasqua, potevo tirar fuori una ricetta senza uova.....ahahahahah, lo realizzo solo adesso, ma che volete farci, io sono fatta così, o prendete il pacchetto completo o mi lasciate e cuocere nel mio brodo. Ad ogni modo ci tenevo e raccontarvi che la storia del cioccolato di Modica risale al '700 quando gli spagnoli sbarcarono in Sicilia Orientale diffondendo l'arte della lavorazione del cioccolato appresa dagli Aztechi. Tramandato a Modica come dolce tipico delle famiglie nobili che lo preparavano in casa durante le feste, è diventato oggi un dolce di fama internazionale. La sua forza è nella particolare lavorazione a freddo: partendo da una massa ottenuta macinando i semi del cacao senza privarla del burro di cacao in essa contenuto, l'impasto viene riscaldato a basse temperature per poi mescolarsi con zucchero semolato e, se si vuole, con spezie varie.  L'aspetto opaco con sfumature bianche e la presenza di cristalli di zucchero è dovuta al tradizionale metodo di lavorazione in cui lo zucchero a basse temperature non riesce a sciogliersi né ad amalgamarsi. L'aroma che sprigiona è quella del cacao tostato con note leggermente astringenti.Tutte queste cose meravigliose quindi le ritroverete racchiuse in questi gusci di pasta frolla preparata senza uova, perfetta e con una tenuta della forma pazzesca. Non mi resta che augurarvi un buon Venerdì Santo e anche un buon lavoro in compagnia di queste Tartellettes cioccolatose.


Tartellette con pasta frolla senza uova e Cioccolato di Modica


Ingredienti
(per 12 tartellettes)

Per la frolla

200g di farina 0
50g di amido di mais
100g di zucchero di canna chiaro
50ml di latte
2g di sale
100g di burro a temperatura ambiente
1/2 baccello di vaniglia

Per la ganache al cioccolato fondente di Modica

125g di panna liquida fresca (35% di materia grassa)


granella di pistacchi q.b.



Procedimento

Per la frolla



Nella ciotola della planetaria, con il gancio a forma di foglia, sbattere il burro con lo zucchero e i semi della vaniglia; quando saranno ben montati unire il latte, il sale e per ultima la farina setacciata insieme all' amido di mais. Impastare bene il tutto velocemente fino a compattare il composto, formare una palla, avvolgerla nella pellicola per alimenti e lasciare riposare  in frigorifero per almeno due ore (per diminuire i tempi di raffreddamento, lasciare raffreddare la frolla già stesa).

NOTA: quando si lascia a riposare in frigorifero la pasta frolla è sempre opportuno appiattirla il più possibile per accorciare il tempo di raffreddamento; analogamente, quando dovrà tornare a temperatura ambiente per essere lavorata, non si correrà il rischio che si ammorbidisca troppo esternamente, rimanendo dura e quindi non lavorabile, all' interno.



STENDERE E FORMARE I GUSCI DELLE TARTELLETTES: estrarre la pasta frolla dal frigorifero, stenderla ad uno spessore di mezzo centimetro, con un coppa pasta ondulato formare tanti dischetti e rivestire gli stampi per tartellette; bucherellare il fondo delle tortine con una forchetta, coprire con un disco di carta da forno e adagiare dei legumi secchi o dei pesi per torta. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti circa poi togliere i pesi e la carta e proseguire la cottura per altri 5 minuti (bordi croccanti). Lasciare raffreddare e poi staccare i gusci dagli stampi.

Per la ganache

Grattugiare il cioccolato; in un pentolino scaldare la panna ma senza far bollire, togliere dal fuoco e unire il cioccolato, mescolare bene fino ad ottenere un composto liscio. Lasciare intiepidire.

Assemblaggio

Versare la ganache  nei gusci di pasta frolla ormai freddi e lasciare rapprendere la farcia; cospargere con la granella di pistacchi e servire.






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22 marzo 2016

Pesto di foglie di Barbabietola - Green recipe


Mentre eliminavo i gambi e le foglie dalle barbabietole pesavo che in realtà non avrei potuto disfarmi di tanta bellezza e dato che su certe cose posso vantare di avere una mente aperta a 360°, ho deciso in questo senso: i tuberi veri e propri l' ho puliti e poi affettati finissimi per farli capitolare in una bella insalatina (le barbabietole crude sono uno spettacolo se condite con limone, sale e olio); stessa sorte per i gambi che dopo aver subito lo stesso lavaggio, hanno trovato il meritato riposo in compagnia di rape, fagiolini e carote, della serie "nudi e crudi" e pure pillottati. Alle foglie però è toccata al sorte peggiore: frullate con mandorle, aglio, semi di sesamo e abbondante olio extravergine d' oliva per divenire il condimento perfetto per la vostra carne, il vostro pesce o le vostre polpette vegetali preferite. Un pesto questo davvero sorprendente, versatile da usare anche come ingrediente speciale per i vostri panini alternativi. La pasquetta si avvicina, che ne dite quindi di preparare insieme a me i sandwich più buoni di sempre, utilizzando proprio il pesto di foglie di barbabietola? Se l' idea non vi convince potrete anche decidere di dare una sbirciata al pesto di zucchine e rucola, al pesto di cicoria e mandorle, al pesto di rucola e mandorle con thain o al pesto di pistacchi al pepe. Qualsisia sarà la vostra scelta sono certa che la vostra gita fuori porta finirà inevitabilmente a tarallucci e vino ^_^.








Pesto di foglie di Barbabietola


Ingredienti
(per circa 400g di pesto)

  • 150g di foglie di Barbabietola (parti tenere)
  • 50g di foglie di Basilico
  • 50g di mandorle con la pelle (o spellate)
  • 20g di semi di sesamo
  • 1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
  • 150g di olio Extra Vergine d' Oliva
  • 2 spicchi d' aglio
  • sale q.b.


Preparazione

  • Lavare molto bene le foglie di Barbabietola e di Basilico, asciugarle e inserirle nel mixer; unire tutti gli altri ingredienti e parte dell' olio evo.
  • Frullare a bassa velocità e unire a poco a poco il restante olio.
  • Frullare ancora fino ad ottenere una salsa omogenea (io l' ho lasciata più rustica per un gusto personale).
  • Usare subito il pesto o conservare in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica, fino a due settimane, avendo l' accortezza di ricoprire completamente con altro olio evo.
  • Nel caso si voglia conservare il pesto in congelatore, procedere come precedentemente esposto e consumare entro i 3 mesi.
  • Se si vorrà utilizzare il pesto come condimento per la pasta, ammorbidire la quantità scelta con poca acqua di cottura.





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19 marzo 2016

Frittelle di riso per San Giuseppe

Piatto in porcellana @giovelab - www.giovelab.it -  shop on line

Magari arrivo in ritardo per darvi una mano in questo giorno dove friggere diventa la parola d' ordine, ma fare una capatina piuttosto che restare in sordina, mi è parso quasi dovuto. I babbi più importati di casa oggi avranno le tanto amate frittelle di riso, quelle per San Giuseppe e se nonno Peppe fosse ancora tra le vigne a zappare, è certo che ne avrebbe trovato un bel mucchietto tutto per se proprio davanti al fisco del vino. Preparare le frittelle di riso non è troppo impegnativo, perfetto però sarebbe partire con largo anticipo. Cuocere il riso nel latte la sera prima, consente di ottenere una frittella morbida e umida dove l' ingrediente farina (che tende ad indurire il composto) diventa marginale; con il dovuto riposo quindi, l' impasto diventa più compatto naturalmente (il riso si gonfia diventando più un pappone) e sono poi zucchero e uova ad allentare la presa regalando un sofficità unica. Se non si riuscirà ad anticipare i tempi, si potrà comunque procedere con la ricetta aumentando soltanto i grammi di farina necessari ad addensare un composto (fatto di latte e riso) più lento e meno compatto. Se quindi seguendo questa ricetta vi troverete costretti a scartare l' idea di partire con un giorno d' anticipo, consiglio di aumentare di tre volte la quantità di farina presente.

Frittelle di riso per San Giuseppe


Ingredienti

1l di latte fresco intero
200g di riso Originario
2g di sale
1 baccello di vaniglia Bourbon
30g di pasta d' arancia (o la scorza di due arance non trattate)
la scorza di un limone non trattato
50g di farina 0
120g di zucchero semolato
150g di uova intere
15ml di Alchermes

abbondante olio di arachidi per friggere
zucchero semolato q.b.

Preparazione


LA SERA PRIMA CUOCERE IL RISO: in una casseruola portare ad ebollizione il latte con all' interno gli aromi e il sale, versare il riso e cuocerlo per circa 35 minuti, sempre mescolando in modo da far uscire tutto l' amido (il riso dovrà risultare cremoso, quasi disfatto ma sempre distinguibile). Una volta raffreddato, versare il composto in un recipiente pulito e coprire con della pellicola per alimenti, riporre in frigorifero fino al giorno dopo.

COMPLETARE L' IMPASTO: estrarre il riso dal frigorifero e unire i tuorli, lo zucchero, la farina e l' Alchermes, mescolare bene in modo da uniformare il tutto. A parte montare gli albumi a neve ben ferma e incorporarli al composto.

FRIGGERE: portare l' olio ad una temperatura di 175°C e friggere le frittelle; con un cucchiaio prelevare una piccola quantità di composto e lasciarla scivolare nell' olio bollente. Cuocere avendo l' accortezza di girare le frittelle su entrambi i lati per almeno due volte (per uniformare la colorazione). Scolare su della carta assorbente e dopo poco cospargere con lo zucchero semolato.










Il piatto che vedete nelle foto è frutto di un' artigianalità raffinata.

"Giovelab crea Oggetti poetici, imperfetti e pieni di Allegria, per addolcire la vita di Tutti i giorni"

Qui lo  shop on line dove potrete sbizzarrirvi e perdervi tra bellezza, delicatezza, imperfezione e magia.



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16 marzo 2016

Fettuccine di Campofilone al pesto di pistacchi



Fiorfiore oggi sarà nuovamente al centro dei miei pensieri e saranno proprio le FETTUCCINE DI CAMPOFILONE a parlare per me. La produzione artigianale di questa pasta all’uovo è la manifestazione della tradizione popolare del borgo medioevale di Campofilone (Marche) tramandata di generazione in generazione. Si tratta di una pasta all’uovo essiccata trafilata in bronzo, i cui unici ingredienti sono semola e uova, senza aggiunta di acqua, né sale, né sostanze coloranti e/o conservanti. La semola di grano duro è impastata con sole uova fresche, di origine italiana 100% per ottenere una sfoglia morbida, sottile e delicata al gusto. La sfoglia viene tagliata in fili sottili poi separati e stesi su fogli di carta utilizzando la lama di un coltello. L’essiccazione avviene a bassa temperatura in modo di eliminare tutta l’umidità contenuta nella pasta. Questa pasta si caratterizza per il sapore intenso, il profumo delicato e l’aroma armonico di semola e uovo, una pura selezione delle eccellenze regionali dei maestri pastai. Ancora una volta quindi Fiorfiore resta fedele alla tradizione combinando ingredienti nobili a lavorazioni artigianali dando così origine ad un prodotto di altissima qualità. Anche l'olio EXTRAVERGINE TERRE DI BARI BITONTO D.O.P. Fiorfiore si sente preso in causa se si parla di nobiltà gastronomiche; è ricavato dalla frangitura di olive raccolte nella zona di Bari, prevalentemente della varietà Cima di Bitonto e Coratina. Il sapore è fruttato con sentore leggero di amaro e piccante, io lo trovo divino, francamente da provare per comprendere a pieno la sua personalità. Se allora la pasta è un fiore di quotidiana bontà, non vi resta altro che decidere di preparare questo piatto per portare in tavola i sapori autentici della pasta all' uovo.




Fettuccine di Campofilone al pesto di Pistacchi

Ingredienti
(per 4 persone)



Per il pesto (450g circa)
Per finire

  • lamelle di mandorle q.b.
  • pepe nero appena macinato q.b.


Preparazione

Per il pesto
  • Lavare molto bene il basilico e la rucola, asciugare e inserire nel mixer; unire i pistacchi, il sale, il pepe nero abbondante, l' aglio e parte dell' olio evo.
  • Frullare a bassa velocità e unire a poco a poco il restante olio.
  • Frullare ancora fino ad ottenere una salsa granulosa ma omogenea.
  • Usare subito il pesto o conservare in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica, fino a due settimane, avendo l' accortezza di ricoprire completamente con altro olio evo.
Per la pasta

  • Lessare le fettuccine in abbondante acqua salata; scolarle al dente.
  • Nel frattempo trasferire il pesto in una ciotola e se necessario diluirlo con poca acqua di cottura della pasta.
  • Condire le fettuccine con il pesto e distribuirle in ciascun piatto di portata.
  • Finire il piatto con una macinata di pepe nero e con le lamelle di mandorle.





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15 marzo 2016

Una nuova avventura dal nome Dolcesalato


Questa è senza dubbio una di quelle cose che mai mi sarei aspettata. Senza consapevolezza mi ritrovo tra le pagine di DOLCESALATO che è la prima rivista d'opinione per la pasticceria, la panificazione e le gelaterie artigianali, rivolta anche alla ristorazione e all'hotellerie di alto livello, sensibile a questi temi. Attualità, inchieste, tendenze e approfondimenti tecnici, rappresentano il cuore del mensile, che vuole essere un punto di riferimento per l'aggiornamento professionale e la scoperta di prodotti, aziende e persone di qualità. Ed io? Bhe, avrò una rubrica fissa dove in ogni munero reinterpreterò "a modo mio" una ricetta classica dolce o salata, lo farò con creatività nella forma e nella sostanza e con la massima libertà. Tanta fiducia mi onora e cercherò di non deludere le aspettative di chi mi ha scelta per questa straordinaria avventura. Qui sulla colonna di destra troverete sempre uno spazio riservato a DOLCESALTO che avrà come immagine la cover del numero del mese in corso. Il link collegato vi porterà dritti alla scoperta di tante novità e articoli interessantissimi, letture stimolanti e fondamentali per restare sempre al passo con i tempi. Se è vero che si raccoglie ciò che si semina, io francamente posso vantare di aver ottenuto un raccolto pazzesco ^_^. Grazie ancora a tutti...grazie, grazie, grazie!!


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10 marzo 2016

Risolatte alla vaniglia


Fiorfiore e già il nome mi fa pensare a qualcosa di meraviglioso, una linea di specialità gastronomiche frutto solo di un profondo lavoro in cui la selezione e la ricerca fanno da padrone. I prodotti Fiorfiore sono veri tesori gastronomici Italiani, un' esperienza in cui il cibo diventa una vera e propria storia da raccontare. Il prodotto Fiorfiore si distingue per le materie prime di alta qualità (tagli nobili, spezie selezionate, ingredienti pregiati) ma con la  particolarità di rivolgersi ad un vasto pubblico grazie ad un prezzo veramente accessibile. Le ricette sono semplici e questo solo grazie al pregio degli alimenti contemplati. Se si parla di un prodotto tipico, Fiorfiore resta fedele alla tradizione combinando ingredienti nobili a lavorazioni artigianali. Se finora si è parlato di qualità, di coerenza, di impegno, di rigore e selezione, adesso è arrivato il momento di concretizzare tali parole; la mia ricetta di oggi celebrerà l' alimento per eccellenza, il latte, ma non un latte qualsiasi ma bensì il Latte fresco Alta Qualità di Montagna Fiorfiore COOP proviene da piccoli allevamenti, situati nelle montagne del Trentino Alto Adige e del Veneto. Per tutta la stagione estiva le mucche si alimentano al pascolo, in quota, portando nel gusto pieno e nel sapore intenso del latte il ricordo delle erbe e dei fiori di alpeggio. Durante il resto dell’anno, le mucche rientrano nelle loro stalle e vengono alimentate con foraggi provenienti dagli stessi pascoli montani, con l’aggiunta di cereali privi di OGM. La conoscenza ed il controllo di tutta la filiera produttiva e delle caratteristiche igienico sanitarie del prodotto sono certificate dal marchio “Qualità Sicura Coop”. Se non è amore per il cibo questo!!!!!!


Oggi quindi un dessert al cucchiaio, anzi,  un vero e proprio latte al cucchiaio, arricchito con vaniglia (tanta) e con crema pasticcera. Non sempre riesco a far bere del latte alle mie bambine ma questo credetemi sarà il modo più dolce per tentare tutta la famiglia, anche i più titubanti.

Risolatte alla vaniglia

Ingredienti
(per 600g circa di risolatte)


Procedimento


  • In una casseruola unire il latte ai semi della vaniglia, alla scorza dell' arancia e al sale.
  • Portare ad ebollizione e versare il riso; a fuoco moderato portare a cottura, sempre mescolando.
  • Togliere la casseruola dal fuoco e unire lo zucchero, il burro e amalgamare bene; lasciare raffreddare completamente.
  • Quando il composto con il riso sarà ormai freddo, unire la crema pasticcera e servire subito il dessert.
  • Conservare a +4 per due giorni.







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7 marzo 2016

Barrette Vegane con fiocchi d' avena e frutti di bosco


Finalmente dopo mesi riesco a lasciare una ricetta che faccio ormai da mesi. L' esigenza era quella di dare un' alternativa alla solita colazione, non i soliti pezzi dolci sfogliati quindi, ma qualcosa che non contenesse uova, non contenesse burro e che rispecchiasse il tipo di alimento che più mi piace, leggero, salutare ma anche gustoso. Da sempre sono un' amante delle confetture, non sono quella che svuota il cornetto riempendo il tovagliolino di carta del bar perché troppo farcito...anzi, mi piace proprio se è bello pieno. Questa barretta vegana è quindi la vera celebrazione della confettura; prediligo sempre quelle di colore scuro...alle more, ai frutti di bosco, alle prugne o ai lamponi e certe volte unisco più varietà insieme per creare sapori sempre diversi....fragola e lamponi per esempio stanno benissimo insieme. La ricetta la trovai anni fa su una rivista e all' istante finì tra i foglietti volanti della mia agendina; con il tempo c'è stata una sorta di evoluzione fino ad arrivare a quella che è oggi. Scrivo al volo ingredienti che ormai conosco a memoria (anche nelle dosi) e vi auguro una buona lettura!



Barrette Vegane con fiocchi d' avena e frutti di bosco

Ingredienti
(per uno stampo rettangolare 20x30cm)


  • 100g di polvere di mandorle
  • 160g di fiocchi d' avena
  • 100g di farina d' avena (o farina 0)
  • 100g di farina 0
  • 80g di zucchero di canna chiaro
  • 150g di olio di riso (o olio di semi di Girasole)
  • la scorza di un limone non trattato
  • la scorza di un' arancia non trattata
  • 200g di confettura di frutti di bosco
  • 150g di confettura di lamponi
  • lamelle di mandorle q.b.


Procedimento


  • Preriscaldare il forno a 170°C.
  • Unire tutti gli ingredienti insieme tranne la confettura.
  • Lavorare con le mani fino ad ottenere un composto abbastanza legato ma sempre grossolano.
  • Rivestire lo stampo con della carta da forno e con 2/3 del composto formare la base delle barrette (pressare bene con le mani).
  • Formare uno strato uniforme con le due confetture miscelate insieme.
  • Cospargere uniformemente con il composto rimasto sbriciolandolo, sulla superficie.
  • Cospargere con le lamelle di mandorla e infornare; cuocere per 35 minuti circa.
  • Lasciare raffreddare e tagliare formando delle barrette.





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4 marzo 2016

Risotto con il Totano fresco


Qui dalle mie parti esiste un detto che fa la meglio pasta è lo riso e così per istinto il mio pensiero va dritto a Totò e con precisione a quella famosa scena del film "Signori si nasce" dove lui recita dicendo proprio Signore si nasce e io lo nacqui modestamente !!! Il suo lo nacqui è un pò come il mio lo riso....anche se forse le due cose non hanno niente in comune (Totò comunque è sempre un piacere ricordarlo)! Tutto questo preambolo semplicemente per dire che ad un piatto riso non dico mai di no, se sono in periodo di dieta la pasta riesco ancora ad evitarla ma al riso non RESISTO. Detto ciò quindi, trovandomi di fronte ad un totano freschissimo, dai colori ancora vivi e brillanti, potevo forse sprecare del tempo per pensare a come cucinarlo? Se la meglio pasta è lo riso......già sapete la risposta!



Che cosa ho fatto per prima cosa? Ho Certamente pulito il totano appena pescato da mio marito, ho asportato le viscere, tolto la penna interna, sciacquato e tamponato con della carta assorbente. Successivamente ho tagliato accuratamente il totano ricavando dei piccoli pezzi e parte di essi li ho frullati in un mixer (in questo modo ho ottenuto quasi un macinato di totano). Prima di passare al risotto vero e proprio, ho preparato il sugo e un buon brodo vegetale; così facendo ho potuto congelare parte del sugo di pesce (non capita tutti i giorni di avere materie prime tanto pregiate). Per questa ricetta ho scelto un riso Carnaroli di ottima qualità, perfetto per i risotti poiché resta al dente nel cuore e regala una cremosità unica grazie al suo elevato contenuto di amido. Il segreto quindi per realizzare un risotto con il totano spettacolare dipenderà quasi esclusivamente dalla qualità degli ingredienti. Il procedimento potrà variare a seconda delle abitudini...tostare il riso o non tostarlo affatto, usare il  burro al posto dell' olio o viceversa, utilizzare il brodo piuttosto che l' acqua calda, tutte variabili plausibili ma che senza materie prime eccellenti, non ripagheranno a dovere gli sforzi fatti ^_^. Ultimissima cosa, non ho mantecato il riso con nessun grasso aggiuntivo poichè la qualità del riso ha permesso di ottenere una consistenza eccellente.

Risotto con il Totano

Ingredienti
(per 4 persone)


  • 300g di riso Carnaroli di ottima qualità
  • 700g di totano fresco già pulito 
  • 2 cipolle bianche
  • 2 filetti di acciuga sott' olio
  • 1 cucchiaino di capperi sminuzzati
  • 400g di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco di ottima qualità + 1/2 per tostare il riso
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • olio evo q.b.
  • sale q.b.
  • pepe bianco q.b.
  • 1 peperoncino
  • brodo vegetale q.b. (circa 2l) o acqua bollente salata


Procedimento


  • Per prima cosa affettare finemente le cipolle, il prezzemolo e insieme all' aglio in camicia e al peperoncino, lasciare rosolare in abbondante olio evo, a fuoco basso.
  • Unire i filetti di acciuga e i capperi sminuzzati; lasciare amalgamare gli ingredienti, cuocere a fuoco basso finché si otterrà quasi una crema (se necessario unire poca acqua calda).
  • Eliminare l' aglio in camicia.
  • Tagliare in piccole parti il totano già pulito e frullare parte di esso in un mixer (si otterrà quasi un macinato di totano).
  • Unire tutto il totano al soffritto, salare e dopo pochi minuti sfumare con il vino; alzare la fiamma e lasciare evaporare.
  • Unire la passata di pomodoro e il concentrato, abbassare la fiamma, regolare di sale, pepare e lasciare cuocere per una mezz' ora circa (unire poco brodo se necessario), fino a far ritirare il sugo che dovrà risultare corposo e scuro. Una volta che il sugo con il totano sarà cotto sarà possibile conservare parte di esso per un' altra ricetta. 
  • Tostare il riso: scaldare molto bene una casseruola sul fuoco e senza l' aggiunta di grassi, versare il riso, girare velocemente in modo da non bruciarlo; non appena il riso farà attrito sulla casseruola, la tostatura sarà avvenuta (il riso dovrà risultare molto caldo), sfumare con 1/2 bicchiere di vino, lasciare evaporare, abbassare la fiamma e unire il sugo con il totano.
  • Amalgamare bene e unire il brodo vegetale caldo (o acqua calda già salata), poco alla volta, senza mai smettere di mescolare.
  • Quando il riso sarà quasi cotto, regolare di sale e di pepe e portare a cottura sempre mescolando.
  • Servire subito ben caldo.





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